Il Museo della Chimica di Settimo Torinese raddoppia e diventa uno spazio collettivo aperto alla città. Vinto il bando della presidenza del Consiglio per la riqualificazione delle aree dismesse, 5,8 milioni di euro a disposizione. Era il primo luglio 2022 quando il Mu-Ch apriva i battenti, primo polo di tutta Europa dedicato alla scienza della materia con percorsi interattivi e immersivi, sorto in quell’ex fabbrica di vernici Siva in cui il chimico e scrittore Primo Levi lavorò per oltre trent’anni. Da una parte, quindi, uno spazio che riprende vita, dall’altra l’apertura del mondo Steam (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica) ai bambini e adolescenti attraverso la sperimentazione pratica. In pochi anni, il museo ha raggiunto i 35 mila visitatori annuali e quella vecchia fabbrica ha iniziato ad essere “stretta”. Così, due anni, fa l’acquisto da parte della Fondazione Ecm (da cui il polo è nato nella collaborazione con il Comune di Settimo) di alcune aree adiacenti. Ma servivano le risorse. Quasi 6 milioni di interventi che la Città guidata da Elena Piastra ha ottenuto attraverso il bando pubblico, uno dei 65 progetti finanziati sui 1.095 presentati. Come sarà organizzato Il cuore del piano è la creazione di un padiglione centrale concepito come una struttura leggera in vetro, cemento e legno, un edificio che fungerà da “cerniera” tra l’ex verniceria e i nuovi spazi. Altissime vetrate a tutta altezza schermate da elementi metalli che ospiteranno la hall di ingresso dei visitatori, un Chemistry bar rinnovato con reazioni chimiche al posto dei drink e un bookshop molto più grande dell’attuale. Ma c’è molto di più. Un secondo edificio, ex manufatto industriale, sarà dedicato all’ampliamento dell’offerta culturale: una sala specifica per esposizioni temporanee innovative e immersive, attualmente assente, e nuovi laboratori didattici per aumentare il numero di studenti ospitati (già 18 mila circa l’anno). Il Museo vuole diventare sempre più luogo di confronto, studio e dibattito, ma essere anche concepito come uno spazio di tutti: il progetto prevede quindi percorsi e “piazze” che integrino il polo con il tessuto urbano circostante.