«Chi mai vorrebbe separare la madre da suo figlio? Chi mai potrebbe pensare a un figlio abbandonato lontano migliaia e poi centinaia di chilometri?». L'esempio di Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera di Forza Italia, è forte ma d'effetto: il quadro "Ecce Homo" di Antonello Da Messina, esposto a L'Aquila, dice il politico, deve tornare in Sicilia. In un'intervista a Carmelo Caruso uscita sul Foglio questa mattina, Mulè non usa mezzi termini. E fa riferimento alle qualità del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che di sicuro non potrà rimanere indifferente alla sua proposta.

En passant, certo, Mulè ricorda sempre di essere disponibile a candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana, ma il punto non è questo. Il punto è il quadro. Qual è l'altro grande quadro di Antonello Da Messina? È l'"Annunciata" ed è esposta a Palermo, a Palazzo Abatellis - afferma Mulè - La mia proposta è riunire l'"Annunciata" di Antonello con l'"Ecce Homo".

Un sogno, è ovvio, ma non privo di logica. Antonello da Messina non ha una data di nascita certa: si colloca tra il 1425 e il 1435. Siamo nel 2026, ci troviamo in un arco di tempo, che finirà nel 2035, in cui si potrebbero celebrare i seicento anni dalla nascita del genio siciliano. Quale migliore occasione, ragiona Mulè, per allestire un'esposizione che rimanga davvero nella storia? Non bastano due Antonello, però: Bisogna guardare a quella galleria di "Ecce Homo" dipinti da Antonello che sono sparsi per il mondo, dice il politico forzista, con in mente un progetto che ha già i contorni di un'impresa culturale di prima grandezza. Riunire i due Cristo — il Cristo alla colonna del Louvre e il Cristo incoronato con le spine esposto a New York — attorno all'"Annunciata" di Palermo: Sarebbe qualcosa di unico e irripetibile.