TRENTO. Il tempo può scorrere, ma la memoria del cuore e la gratitudine non sbiadiscono. A cinquant’anni dal devastante terremoto che nel 1976 sconvolse il Friuli, le Penne Nere trentine sono tornate ieri a Buja in occasione del raduno Triveneto di Gemona d/F previsto nel fine settimana, e ciò per rinnovare quel legame indissolubile nato tra le macerie e cementato dalla solidarietà.Il Vessillo della Sezione ANA di Trento, scortato dal presidente Paolo Frizzi e dall'alfiere Ivano Facchinelli, è giunto in terra friulana dove è stato accolto, in un clima di profonda commozione, da Silvia Maria Pezzetta, sindaca di Buja, e dagli Alpini del gruppo locale. Un incontro che non è stato solo una ricorrenza formale, ma un autentico e caloroso riabbraccio tra fratelli.

Il momento più toccante della giornata si è consumato davanti al monumento eretto in memoria delle vittime del sisma. Qui, una breve ma solenne cerimonia ha sugellato questo importante anniversario."Cinquant'anni fa il Trentino rispose presente al grido d'aiuto del Friuli. Oggi siamo qui non solo per ricordare il dolore di quei giorni, ma per celebrare la rinascita e l'amicizia che da quella tragedia è germogliata" ha detto la sindaca Pezzetta. Il Friuli ringrazia e non dimentica.La Mostra In foto il presidente Frizzi, con il consigliere nazionale Maurizio Pinamonti, ed il consigliere Mauro Bondi - referente nazionale del Centro studi che ha realizzato il libro sui 50 anni dell'operazione Friuli 1976, uniti nel ricordo di Franco Bertagnolli sinora unico presidente nazionale ANA espresso dal Trentino.