Quattrocento osservazioni e undici ore di seduta fiume, ieri il Consiglio comunale di Olbia ha passato al setaccio le istanze protocollate dai cittadini per richiedere modifiche e integrazioni al Piano urbanistico comunale, approvato un anno fa, che, ora, è pronto per essere (ri)spedito alla Regione. Versione aggiornata del Piano redatto nel 2020, che ha recepito i vincoli di sicurezza del Piano di assetto idrogeologico in vigore da un anno e mezzo, il nuovo Puc rimane quasi invariato: poche modifiche nel centro urbano e nei litorali, nei quali è stato mantenuto il limite delle altezze delle costruzioni affacciate sul mare, e stop alla cementificazione nei borghi gioiello, da Capo Ceraso fino a Porto Rotondo e a San Pantaleo, e nell'agro, in cui sono state ampliate le aree a tutela integrale.
Tra osservazioni che chiedevano nuove volumetrie, cambi di destinazione d'uso e riclassificazione delle aree, accolte e respinte, il sindaco, Settimo Nizzi, in chiusura di Consiglio, ha proposto due emendamenti. Uno blocca l'area di espansione che, originariamente, era prevista a Murta Maria: »Una zona di sviluppo troppo grande che abbiamo voluto ridimensionare in ragione del carico antropico che già pesa su Porto Istana», ha spiegato Nizzi.






