Non chiamatelo conservatore
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Il capitano Guiggiani non nasconde che crede tanto nel duro lavoro "Normale che le Consorelle senza avversaria abbiano meno vincoli". Intanto per l’estrazione a sorte esposta la bandiera del cappotto del 1897. .
di Laura ValdesiSIENAIl capitano della Giraffa Guido Guiggiani cosa s’inventa in questa Carriera? "Qualcosa che mi serva per vincere il Palio". Normale che sia così, però tutti dichiarano che intendono arrivare primi al bandierino. "Il Palio è questo, però non è del tutto la verità. Qualcuno si accontenta anche che perda la rivale". Ma il colpo di genio servirebbe nel settore fantini oppure delle strategie? "Fa tutto parte del gioco del Palio. Il colpo di genio, come lo definisci, va elaborato in entrambi i campi. Serve poi un pizzico di fortuna, non dimentichiamolo". Come si calamita? "Argomento che non conosco, prendo quello che viene. Lì non ci si può fare nulla". Diodoro nella Giraffa. "Ci sto". C’è anche il fantino? "Ce l’ho di tutte le misure i fantini, non manca niente". Anche con Anda e Bola e con Benitos? "Ci sono uguale". Gingillo su Anda? "Anche" Verrebbe? "Perché non dovrebbe farlo. Nel caso me lo dirà il 29". Bruco, Drago e Giraffa essendo senza avversaria svolazzano. "Normale che senza rivale ci sia un campo più aperto e si possano fare scelte meno vincolate". Nel senso che può venire Tittia come Gingillo? "Se mi capita te lo dico. Le basi vanno gettate prima, poi uno compie le proprie scelte. I capitani sono lì per questo, in fondo contano i risultati. Sempre". Velluto era stato all’inizio della Carriera legato alla Giraffa: potrebbe tornare? "Sicuramente. Sta andando benissimo negli ultimi tempi. La Giraffa è aperta a tutto". Cosa chiedono i contradaioli di via delle Vergini a Guiggiani? "Una richiesta sola, abbastanza ambiziosa. Anche perché, come dicevamo prima, non vogliamo vincere solo noi". Durante l’addestramento a Mociano e Monticiano ho visto che parlava spesso con Tamurè che la Giraffa ha fatto debuttare. "Un ottimo rapporto con lui, credo che la cosa sia reciproca. Un fantino da tenere in considerazione. Un grande lavoratore. Questo ci piace". Quale bandiera è stata esposta dalle trifore per l’estrazione a sorte? Era molto particolare. "Quella del cappotto del 1897". Perché? "Rientra fra quelle curiosità che nel Palio ci sono da sempre. Personalmente ho più fede nel lavoro". Ha già scelto chi andrà a prendere il cavallo? "Sì, lo dirò il 28 a cena. Il suo nome lo conosco solo io, ha accettato il compito di buon grado. Su quale base avviene la scelta? "Mille requisiti, peggio di un bando pubblico! Può essere uno che si adopera nella Società o che, semplicemente, lo merita. Di tutto". Tanti sostengono che i fantini, ultimamente, tendono a scassettare. "Mi verrebbe da dire ’come sempre’. La Giraffa ha un budget ben definito , sufficiente per vincere il Palio visto quanti successi, senza voli pindarici. Le risorse economiche sono importanti ma non determinanti". Tiriamo le fila: quante bugie hanno detto a Guiggiani i fantini? "Fa parte del gioco del Palio il fatto che uno dica una cosa ma non è proprio quella che pensa, a volte. Sta nell’abilità dei capitani leggere dietro le righe". Cosa ha letto Guiggiani dietro le righe? "Spero di aver letto bene". Ha vinto un Palio da vice barbaresco, due da barbaresco e altrettanti da mangino,quasi sulla linea di Aldo Nerozzi. "Ora mi manca quello da capitano, Nerozzi è un esempio da seguire soprattutto per la fortuna che ha avuto ultimamente: sempre uscito a sorte, gli è sempre toccato il cavallo". Cosa chiede al mossiere Bircolotti in questa Carriera? "Imparzialità e velocità dello sgancio. Capisco che il suo mestiere sia molto duro, questione di secondi lo sgancio. Oltre alla capacità di mantenere la calma". Se Guiggiani fosse un cavallo a chi assomiglierebbe? "Che domande... Comunque ti rispondo lo stesso. A Galleggiante che era un cavallo forte e al contempo abbastanza duttile. Anche se non era un primo cavallo tutte le volte si conquistava la pagnotta".






