di
Laura Cuppini
Chi consuma più del 25% del proprio fabbisogno calorico giornaliero dopo le ore 21, in situazioni di stress, ha una probabilità fino a 2,5 volte maggiore di soffrire di disturbi intestinali come stitichezza o diarrea
L'abitudine di mangiare di notte, abbinata allo stress, produce un cocktail micidiale per la salute dell'intestino. Lo dimostra uno studio presentato alla Digestive Disease Week, congresso annuale americano di gastroenterologia ed epatologia. I ricercatori, guidati da Harika Dadigiri, medico specializzando al New York Medical College del Saint Mary's e Saint Clare's Hospital (Usa), hanno scoperto che chi consuma più del 25% del proprio fabbisogno calorico giornaliero dopo le ore 21, in condizioni di stress prolungato, ha una probabilità fino a 2,5 volte maggiore di soffrire di disturbi intestinali, come stitichezza o diarrea. La combinazione di pasti notturni e stress cronico potrebbe insomma creare un «asse crononutrizione-stress» (definizione degli autori) collegato a un marcato aumento della disfunzione intestinale e a una ridotta diversità del microbiota.
Relazione causale non dimostrataLa ricerca è di tipo osservazionale, perché i dati sono stati misurati in un unico momento, quindi non dimostra in modo incontrovertibile una relazione causale tra stress, alimentazione notturna e salute intestinale. I risultati però sono chiari. Dadigiri e colleghi hanno analizzato i dati sanitari di 11.149 partecipanti alla coorte 2005-2010 della National health and nutrition examination survey (NHANES) dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie. Hanno incluso anche 4.100 pazienti dell'American Gut Project (periodo 2013-2017). Lo stress è stato misurato utilizzando il cosiddetto «carico allostatico» (ALS, allostatic load score), un indice riferito a biomarcatori cardiovascolari, metabolici e infiammatori. L'alimentazione notturna è stata definita come il consumo di oltre il 25% dell'apporto calorico giornaliero dopo le ore 21.








