di
Simone Canettieri
In forse il ricevimento in ambasciata per il 4 luglio. L’evento serve a festeggiare i 250 anni dell’America e il rapporto con l’Italia: si chiama «Coastal diplomacy»
«Se saremo invitati non dovremo andare alla festa per il 4 Luglio». Massimo Milani, viceresponsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, intorno all’ora di pranzo scrive nella chat dei parlamentari. Il botta e risposta fra Donald Trump e Giorgia Meloni è ormai deflagrato. Dentro FdI non si parla d’altro: l’irritazione (eufemismo) nei confronti del presidente americano è messa nero su bianco in diversi commenti, insieme agli incoraggiamenti per «Giorgia».
Poi irrompe Milani, fedelissimo di Fabio Rampelli e vice di Giovanni Donzelli in Via della Scrofa. È categorico: per lui dopo questo affronto del tycoon bisogna boicottare il consueto party organizzato dall’ambasciata americana per la festa dell’Indipendenza che si svolgerà il 2 luglio alle 18.30 sul prato di Villa Taverna. Il governo è pronto a disertare l’appuntamento.













