"Camillo Ruini? Lo dichiaravano già intelligente da ragazzo. Anzi, intelligentissimo". Monsignor Paolo Rabitti, quasi 90 anni, arcivescovo nativo di Castellarano, ricorda l’amico di lunga data, il cardinale Camillo Ruini.
Monsignor Rabitti torna agli anni del seminario, a una conoscenza diventata amicizia durata tutta la vita, fatta di stima, ragionamenti e quotidianità condivisa. "Lui era di Sassuolo, a due chilometri da casa mia, io sono di Castellarano, le nostre famiglie si conoscevano già. Suo padre era un medico molto noto".
Il futuro cardinale, racconta monsignor Rabitti, "non arrivò subito in seminario come molti altri ragazzi: aveva fatto prima le scuole statali poi è venuto nel seminario di Albinea, che era già più adulto degli altri. Quell’ingresso ‘tardivo’ per i seminaristi più giovani lo rendeva una presenza diversa".
Non entrava "come un compagno della stessa età, ma, quasi, come una figura autorevole. Era bravissimo a scuola, molto preparato. I compagni lo guardavano con rispetto. Dicevano: ‘È il figlio del dottore, chissà quante cose sa. Era molto intelligente, molto serio, anche abbastanza solenne nel modo di fare. E, si sa come sono i ragazzi: quando uno è troppo composto e bravo, un po’ ci si scherza; c’era stima, ma, anche qualche innocente battuta".






