Era stata identificata dagli agenti durante un blocco stradale al porto organizzato nell’ambito di una manifestazione autorizzata contro il commercio delle armi: i controlli a suo carico avevano restituito precedenti di polizia per reati contro la persona, il patrimonio, la pubblica amministrazione. E poi violazioni al Tulps, il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Inoltre diverse volte era stata controllata assieme a persone con precedenti. Uguale a foglio di via obbligatorio per un anno da Ravenna. Il Tar di Bologna, con sentenza pubblicata giovedì scorso, ha dato ragione alla donna, tutelata dall’avvocato Marina Prosperi, in quanto "il provvedimento è illegittimo e va annullato". In particolare "non risultano a carico della ricorrente precedenti penali". E la sola "menzione di denunce" è "estremamente generica, senza specificazione di quali siano state rilevate, per quali condotte, in quali luoghi e date". Tutto ciò per il collegio bolognese - presieduto dal giudice Paolo Carpentieri - "non è sufficiente a denotare la consolidata propensione della donna alla commissione di reati insita nel concetto di ’dedizione’", presupposto richiesto dalla legge.

La vicenda era maturata il 28 novembre 2025. Quel giorno la donna era stata denunciata per blocco stradale commesso con più persone sulla base della legge entrata in vigore il 5 giugno precedente. Tale azione aveva determinato ritardi e incolonnamenti di auto e camion. La questura il 14 marzo del 2026 aveva notificato alla donna il foglio di via. E nel ricorso al Tar era stato chiesto proprio l’annullamento di quel provvedimento e di ogni altro atto presupposto o conseguente.