Annalisa era in aeroporto a Malpensa, appena tornata da Montreal, dove era andata perché suo marito aveva avuto un incidente. La polizia l’ha fermata al controllo passaporti. «Persona pericolosa». È scattata la perquisizione.
Questo è accaduto venerdì scorso. Ed è stata la terza volta in sei mesi, nonostante Annalisa non abbia precedenti penali di alcun tipo. «Chiaramente non si tratta di controlli doganali a campione in quanto la lettura del mio passaporto attiva un allerta della Polizia di Stato che fa scattare il fermo e la perquisizione – dice lei -. Ma io non ho condanne di nessun tipo, non sono nemmeno mai stata rinviata a giudizio e nessun agente mi ha spiegato quale sia la ragione di questi fermi, né quale sia la lista che stanno consultando».
QUAL È IL PROBLEMA? Annalisa, di professione insegnante, è un’attivista di Extinction Rebellion, il movimento divenuto celebre per le sue «azioni dirette nonviolente» sulla crisi climatica. «Il caso di Annalisa non è isolato», dicono dallo snodo italiano del gruppo, sottolineano poi come «negli ultimi due anni» ci siano state «decine di segnalazioni di blocchi al controllo passaporti, in uscita e rientro nell’area Schengen, per persone che hanno anche solo occasionalmente partecipato a proteste del movimento».







