Enzo Manzi è il più anziano dei bagnini riccionesi. A 92 anni continua a dare il benvenuto ai clienti del suo stabilimento, il Green Beach (zona 79), che vanta una concessione del 1895. Affiancato dal figlio Mauro e dal nipote Andrea, Enzo racconta la storia della sua spiaggia, che è poi quella della riviera romagnola.
"Questa concesssione demaniale fu assegnata a chi aveva contribuito a costruire il porto di Riccione. Conserviamo ancora come una reliquia la nostra, contrassegnata da una marca da bollo da 50 centesimi con l’effige di Umberto I. A rilasciarla a mio nonno Vincenzo fu il ministero della Marina nel 1895. Fu lui ad accogliere i primi bagnanti con la moglie Rosa, che inizialmente diceva: ‘cosa prendiamo a fare questo pezzo di sabbia che è pieno di ‘spuntacul’, ossia roveti e spini?’. E così andiamo avanti da cinque generazioni".
I primi bagnanti come vestivano?
"Come raccontava il nonno, all’epoca venivano in spiaggia con l’abito lungo, cappello e ombrellino. Le donne prendevano il sole in una zona separata da quella degli uomini. Sono poi arrivati i costumi da bagno, il bikini, finché negli anni Settanta tante signore si presentavano in topless. Allora mia moglie voleva che dicessi loro di coprirsi il seno".







