Il direttore artistico del Teatro Verdi di Pisa, Marco Tutino, interviene sulla possibilità del teatro terapeutico e la possibilità di prescrizione introdotta dalla Regione Toscana (. foto Enrico Mattia Del Puntadi Maria Cristina Capaccioli

Uno spettacolo teatrale o un’opera lirica fra le attività prescritte dal medico di famiglia, come parte di un percorso di benessere e contrasto alla solitudine, a forme lievi di depressione e fragilità emotive. È la sfida della "prescrizione sociale" sulla quale si sta lavorando in Toscana, con l’obiettivo di coinvolgere biblioteche, teatri e istituzioni culturali come strumenti e luoghi capaci di incidere sulla qualità della vita delle persone. A parlarne è Marco Tutino, compositore e direttore artistico del Teatro Verdi di Pisa.

Maestro Tutino, che cosa pensa di questa iniziativa?

"Mi sembra una bellissima idea. Non è certo un mistero che cultura, teatro e musica possano avere un effetto importante su quelle forme di vuoto e di mancanza di ragioni per stare al mondo che possono manifestarsi in modi molto diversi: dalla depressione fino a quel disagio esistenziale che oggi sembra interessare soprattutto le generazioni più giovani. Leggere, frequentare il teatro, ascoltare musica e scoprire quella che considero una delle più alte espressioni d’arte in occidente, cioè l’opera lirica, può certamente alleviare molte sofferenze interiori".