di Alberto Lazzarini

Riccardo Fava, lei è il nuovo presidente di Confindustria Emilia-Romagna: come è maturata la sua candidatura? "Attraverso un percorso di confronto con gli imprenditori e le Confindustrie territoriali che compongono Confindustria Emilia-Romagna. L’Emilia-Romagna rappresenta una delle aree manifatturiere più avanzate d’Europa e ritengo necessario accrescere la competitività delle nostre imprese".

L’Emilia-Romagna è una delle regioni forti, portanti, dell’economia nazionale. Quali sono i principali motivi di questo oggettivo successo? "È il risultato di una solida cultura del lavoro, dell’intraprendenza imprenditoriale, della capacità di innovare e dell’integrazione tra impresa, scuola, università, ricerca e istituzioni. Abbiamo costruito nel tempo filiere industriali di eccellenza. A questo si aggiunge una forte propensione all’export. Sono determinato a non dare per scontati questi risultati e creare le condizioni affinché le imprese possano continuare a investire, crescere e creare occupazione".

C’è un problema che preoccupa gli imprenditori: i costi dell’energia. "Le nostre imprese sostengono costi energetici molto superiori rispetto a quelli dei principali concorrenti europei e internazionali. È necessario accelerare sulla diversificazione delle fonti, aumentare la produzione nazionale di energia, favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili e realizzare infrastrutture adeguate. Il nostro Paese deve affrontare senza pregiudizi anche il tema del nucleare di nuova generazione, valutando le potenzialità in termini di sicurezza, sostenibilità e contributo alla stabilità del sistema energetico nazionale".