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Un tema sentito dagli operatori della pianificazione patrimoniale è quello relativo ai patrimoni senza eredi. Va ricordato che chi muore senza aver redatto un testamento lascia il proprio patrimonio assoggettato alla disciplina della successione cosiddetta «legittima». La normativa prevede che il patrimonio sia devoluto a determinate categorie di soggetti - i successibili - che hanno diritto a ottenerne una quota nell'ordine e secondo i criteri stabiliti dal Codice Civile. Cosa nota è che il legislatore ha previsto negli articoli 565 e 586 che in ultima istanza, in mancanza di altri successibili, l'eredità venga devoluta allo Stato.

Pertanto quando guardiamo ai patrimoni senza eredi va rilevata l'importanza di redigere un testamento al fine di indirizzare e/o meglio regolare la devoluzione del lascito patrimoniale. Spesso infatti tali soggetti non sono a conoscenza degli strumenti che consentono al disponente di «lasciare un segno» e fornire un contributo ad ambiti quali, ad esempio, la ricerca scientifica e le attività educative e di sviluppo sociale, in conformità con la propria sensibilità personale. Infatti grazie alla combinazione dell'atto testamentario con i suddetti strumenti il soggetto privo eredi potrebbe veder realizzate le proprie aspirazioni filantropiche.