Giocare in attacco sui mercati: formula suggestiva che nell"immaginario collettivo è spesso associata agli investimenti in tecnologia degli anni post-crisi finanziaria.
Nell"era d"oro dei social network e dell"economia digitale giocare in attacco era essenzialmente un sinonimo di acquistare titoli ad alta crescita, non necessariamente in utile (anzi, il pareggio di bilancio era una rarità), con multipli elevati e grandi piani di investimento - sostenuti da condizioni di mercato caratterizzate da tassi a zero - per fare sviluppo software o acquisizioni strategici che li avrebbero resi quasi-monopolisti nei loro mercati di riferimento.Oggi però il mondo è cambiato (si veda l"articolo in pagina), e investire giocando in attacco ritorna alla sua accezione da manuale di finanza personale: aumentare il rendimento atteso dei propri asset accettando però un maggiore rischio, espresso dalla volatilità dello strumento finanziario.
Come ha osservato l"economista Burton Malkiel, giocare in attacco significa accettare di poter dormire peggio la notte per avere poi maggiori benefici nel lungo periodo.
Ma quali sono oggi gli strumenti da attacco, e come si possono riconoscere?Azioni growth.
Si tratta essenzialmente di titoli ad alta crescita, spesso attivi in settori tecnologici o nei mercati emergenti.








