Il sindaco di Santa Maria a Monte Manuela Del Grande ha subito gravissime intimidazioni e minacce nell’aprile del 2024 da un uomo nascosti vicino casa suaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSanta Maria a Monte, 20 giugno 2026 – “Sindaco ti ammazzo, ti spezzo le gambe, so dove metti la macchina e so quando rientrano le tue figliole”. Era l’aprile del 2024 quando un uomo, nascosto tra gli olivi, urlava queste gravissime intimidazioni e minacce contro il sindaco di Santa Maria a Monte Manuela Del Grande. La stessa Del Grande, insieme al marito che era in casa mentre l’uomo urlava le minacce,sporse denuncia ai carabinieri della stazione di Santa Maria a Monte che inoltrarono un’informativa in Procura. Contro ignoti perché, nonostante il marito del sindaco fosse riuscito a individuare da dove provenissero le urla dall’oliveta, non riuscì a riconoscere la persona della quale aveva visto solo la sagoma.
L’iniziativa del Comune
Da questo gravissimo episodio prende spunto l’iniziativa del Comune di Santa Maria a Monte che ha reso noto un calendario di incontri con la cittadinanza “per la sensibilizzazione e sostegno agli amministratori locali che hanno subito atti intimidatori”. Il progetto parte dalla sollecitazione della Prefettura di Pisa con i ministeri dell’Interno e dell’Istruzione e del merito, con un finanziamento rivolto a quei Comuni dove si erano verificati episodi di intimitadione legati alle funzioni istituzionali. A Santa Maria a Monte, come detto, questi episodi hanno coinvolto la massima carica istituzionale. Il progetto è rivolto essenzialmente alle scuole, ai giovani e alle associazioni e, in generale, all’intera popolazione. “Verrà anche distribuitia una brochur con concetti e slogan chiarificatori – spiega il sindaco Del Grande – L’obiettivo non è solo informare e sensibilizzare, ma anche che chi compie determinate azioni venga aiutato a capire le regole e che le istituzioni rappresentano un bene per la comunità. Si può dissentire, ma ci sono dei limiti. Non usare violenze verbali e tantomeno fisiche. L’iniziativa nasce dalla convinzione che chi ogni giorno si mette al servizio della comunità meriti rispetto e vicinanza, e che ogni forma di intimidazione rappresenti un attacco non solo alle persone coinvolte, ma ai principi stessi della democrazia e della convivenza civile”.









