PADOVA - Ancora un incubo tra le mura di casa, interrotto soltanto da un vicino e dagli agenti di polizia. Un sabato sera di violenza cieca che si è concluso con le manette per un cinquantenne di origini tunisine, l'ennesima donna al pronto soccorso con una costola fratturata da una scopa e una scia di danni che non ha risparmiato nemmeno la Volante delle forze dell'ordine.
La ricostruzione L'allarme scatta intorno alle 20 di sabato. Al 113 arriva la chiamata di un residente dell'Arcella: da un appartamento si sentono urla strazianti, pianti, rumori di suppellettili che vanno in frantumi. È la richiesta d'aiuto di una donna finita nel mirino del compagno. Quando gli agenti delle Volanti arrivano sul posto, non serve neanche cercare la porta, perché sono le urla a indicare la strada. I poliziotti riescono a farsi aprire e trovano la donna a terra, in lacrime, disperata. Davanti a lei c'è il compagno, un cinquantenne in evidente stato di alterazione psicofisica, che stringe ancora in mano il manico di una scopa, spezzato in due a furia di colpi dati alla donna. Alla vista degli agenti l'uomo non si ferma, anzi, tenta di sbarrare la porta per isolare la sua vittima. I poliziotti riescono a fare irruzione, ma il cinquantenne si scaglia contro di loro brandendo il bastone. Ne nasce una colluttazione serrata. Gli agenti riescono a bloccarlo a fatica e a farlo salire sulla pattuglia. La furia dell'uomo, però, continua anche durante il tragitto verso la questura: l'arrestato inizia a sferrare calci violentissimi contro i finestrini posteriori dell'auto di servizio, riuscendo a frantumarne uno. Nel frattempo, una seconda Volante soccorre la donna. Lei, sotto shock, viene trasportata d'urgenza in ospedale dal personale del 118. I medici le hanno riscontrato contusioni multiple su tutto il corpo e la frattura di una costola, con una prognosi di 30 giorni. Ricostruendo i fatti, emerge che la violenza era esplosa non appena la donna era rientrata a casa dopo alcune commissioni: il compagno, accecato dalla gelosia, l'aveva aggredita prima con insulti e minacce, poi a calci, pugni e infine colpendola ripetutamente con la scopa. Un copione purtroppo non nuovo: gli accertamenti hanno confermato che i maltrattamenti fisici e verbali erano ormai una triste costante in quella casa. Il cinquantenne, regolare in Italia dal 2002 ma già noto alle forze dell'ordine per precedenti che vanno dallo spaccio di droga alla resistenza a pubblico ufficiale, fino a passati episodi di maltrattamenti, è stato arrestato in flagranza. Per lui è scattata immediatamente la procedura del Codice Rosso e, su disposizione della Procura, è finito al Due Palazzi. I provvedimenti La risposta è stata durissima e immediata. Il questore di Padova, Marco Odorisio, data la brutalità dell'aggressione e la pericolosità del soggetto, ha già attivato l'Ufficio Immigrazione per avviare la procedura d'urgenza per la revoca del permesso di soggiorno, investendo contemporaneamente la Divisione Anticrimine per l'applicazione di adeguate misure di prevenzione personali. Una tolleranza zero ritenuta necessaria dal questore per fermare una spirale di violenza che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più drammatiche. Negli ultimi anni sono aumentati i numeri delle aggressioni negli archivi delle forze dell'ordine, ma anche grazie alla crescita delle denunce. Che però, non sono mai abbastanza.









