«Siamo notoriamente un’azienda non profittevole.
Stiamo investendo nel futuro.
Questo non è inusuale, altre società lo hanno fatto prima, quello che sorprende un po’ è su quale scala lo stiamo facendo».
Nessuno si stupirebbe se questa fosse una dichiarazione di Elon Musk sull’andamento di SpaceX, la sua compagnia quotata al Nasdaq il 12 giugno 2026 con una valutazione iniziale monstre (1.750 miliardi di dollari) nonostante una maxi perdita di 4,9 miliardi nel 2025 e di altri 4,3 miliardi nel primo trimestre 2026.
Ma non è così.







