Il Parlamento europeo ha adottato questa settimana una risoluzione che chiede misure restrittive nei confronti di Akin Gurlek, ministro della Giustizia turco, fedelissimo del presidente nonché autocrate Recep Tayyip Erdogan, per “violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali”. La risoluzione, approvata con 381 voti favorevoli, esorta l’Alto rappresentante dell’Ue a valutare l’applicazione di sanzioni ai sensi del Regime globale per i diritti umani dell’Unione. Le misure proposte includono il congelamento dei beni situati all’interno del territorio europeo. I membri del Parlamento hanno descritto Gürlek come “un attore chiave nell’apparato repressivo dello Stato”. Hanno inoltre criticato la sua recente promozione a ministro, definendolo “un attore politico che persegue un’agenda politica”.
Il Parlamento ha espresso profonda preoccupazione per un atto d’accusa di quasi 4mila pagine, redatto sotto la responsabilità di Gurlek quando ricopriva la carica di procuratore generale di Istanbul. Il bersaglio è Ekrem Imamoglu, il sindaco di Istanbul sospeso, che era stato dichiarato candidato alla presidenza dalla leadership, ora rimossa, del principale partito di opposizione, il Partito Popolare Repubblicano (CHP). Imamoglu, in carcere dal marzo del 2025, secondo accuse palesemente prefabbricate, rischia fino a 2.430 anni di carcere per essere a capo di “un’organizzazione criminale” e aver commesso 142 reati. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha recentemente accolto la richiesta di Imamoglu relativa alla sua detenzione, secondo la procedura per i casi prioritari. La risoluzione deplora inoltre la decisione del Tribunale amministrativo di Istanbul del 23 gennaio, che ha confermato revoca del diploma universitario di Imamoglu. I










