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Ultimo aggiornamento: 15:08

C’è un nuovo ministro della Giustizia in Turchia con un passato che non promette nulla di buono. Si tratta di Akin Gurlek, l’ex procuratore capo di Istanbul, noto per avere condotto indagini prefabbricate che hanno portato all’arresto di numerose figure dell’opposizione. Gli esempi più eclatanti della sua attività riguardano il leader del partito filo curdo HDP (oggi DEM, terza forza in parlamento) Selahattin Demirtas, in carcere dal 2016 con l’accusa di essere affiliato al PKK, ed Ekrem Imamoglu, il sindaco di Istanbul rimosso dall’incarico dopo l’arresto per corruzione nel marzo del 2025. Da allora Imamoglu è in custodia cautelare in attesa di giudizio. Ma Gurlek non aveva risparmiato neanche la stampa indipendente: negli anni scorsi aveva ordinato l’arresto dell’ex direttore dell’autorevole quotidiano Cumhuriyet, il giornalista investigativo Can Dundar.

Dundar, perché Erdoğan ha nominato Gurlek proprio ora?

A mio avviso, Erdoğan si sta preparando a passare dalla categoria di “autocrazia competitiva” a un sistema pienamente autoritario. Per smantellare gli ultimi resti di democrazia deve attivare due istituzioni chiave: la magistratura e la polizia. Nominare esponenti della linea dura in questi due ministeri è significativo in tal senso. A solo un anno e mezzo dalle elezioni presidenziali tutti i sondaggi suggeriscono che, in una competizione leale, l’opposizione vincerebbe. Impedire che ciò accada è diventato essenziale per il presidente.