Da Capo Verde contro la Spagna al Congo che ferma Ronaldo, la Coppa del Mondo delle outsider trasforma il pareggio in un gesto politico. Le nazionali meno attrezzate riscoprono la soluzione antropologico-calcistica di Gianni Brera come strumento di resistenza contro le gerarchie del calcio globale. Non è ancora uguaglianza, ma forse il suo primo punto conquistatoBasta aver visto la Spagna giocare contro Capo Verde, qualche giorno fa, per capire che la vita non è facile per nessuno, nemmeno per una delle squadre favorite al Mondiale. Al fischio finale, quello zero a zero così disturbante rispetto alla narrazione da safari calcistico che la maggior parte dei media aveva apparecchiato era una categoria dello spirito. Il Santo Catenaccio di Gianni Brera, soluzione antropologico-calcistica, è diventata una forma di speranza per chi guarda i Mondiali e non siPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?
Il Santo Catenaccio delle piccole. Ai Mondiali il pareggio diventa rivolta
Da Capo Verde contro la Spagna al Congo che ferma Ronaldo, la Coppa del Mondo delle outsider trasforma il pareggio in un gesto politico. Le nazionali meno attrezzate riscoprono la soluzione antropologico-calcistica di Gianni Brera come strumento di resistenza contro le gerarchie del calcio globale. Non è ancora uguaglianza, ma forse il suo primo punto conquistato
Piccole nazionali come Capo Verde (0-0 Spagna) e Congo fermano le favorite ai Mondiali impiegando il catenaccio come tattica di resistenza contro le gerarchie del calcio globale. Il pareggio diventa strumento politico di parità, ridefinendo l'equilibrio di potere tra elite e outsider nel sistema calcistico.











