Il programma sull’isola delle tentazioni inizia mercoledì, il presidente Usa e la premier ci hanno regalato l’antipasto. Un bisticcio sui selfie al G7 che riduce anni di propaganda identitaria a una misera rissa per un ballo di troppo. Ma il vero capolavoro lo firma Salvini…
Cinquanta sfumature di sovranismo coatto, con annesso falò di confronto anticipato rispetto alla partenza ufficiale di Temptation Island, che guarda caso inizia mercoledì 24 giugno. Benvenuti sul bagnasciuga del resort ministeriale, dove la sigla del reality delle corna estive serve a incorniciare il melodramma più surreale dell’anno. Le regole del gioco le detesta la diplomazia, ma le capisce benissimo il pubblico da casa: da una parte Donald Trump, il fidanzato alfa che chiama il villaggio di La7 in piena notte per fare il gradasso da spiaggia dopo il vertice istituzionale: «Giorgia Meloni mi ha implorato di fare una foto con lei. Mi ha fatto pena». Dall’altra la premier, la fidanzata tradita ma fiera che si barrica nel suo personale “video nel pinnettu” di Instagram per recapitare a Washington una replica gelida da Bruxelles: «Sono francamente allibita. Io e l’Italia non imploriamo mai». Un bisticcio sui selfie al G7 che riduce anni di propaganda identitaria a una misera rissa per un ballo di troppo.











