Auto danneggiate per mettere a segno piccoli furti nei parcheggi comunali della Baia Verde, a Gallipoli. Borse, oggetti ed effetti personali lasciati in macchina e spariti. Con danni vetri dei finestrini. Uno spettacolo mortificante fotografato da alcuni gruppi social sempre utili per fungere da cassa di risonanza per episodi di microcriminalità. Almeno una decina gli episodi confluiti in altrettante denunce presentate da residenti e turisti alle forze dell’ordine. Lo scenario è sempre lo stesso: il litorale sud della città, una zona isolata e scarsamente vigilata dove bande di ladruncoli si muovono liberamente. E finora anche impunemente.
I casi sono segnalati in aumento negli ultimi giorni quando hanno raggiunto numeri emergenziali. Un fenomeno, noto e diffuso ogni anno, a cui non si riesce a porre un argine. E che contribuisce a macchiare l’immagine di una città che, a suon di ordinanze per disciplinare il decoro e arginare il fenomeno delle “case pollaio”, continua il suo percorso - accidentato - di affrancamento dallo stigma della capitale del divertimento e della microcriminalità nel periodo estivo. Il fenomeno dei raid viene segnalato, in particolare, nei fine settimana. Nelle giornate di maggiore afflusso quando Gallipoli registra un numero elevato di auto in arrivo nei parcheggi e nelle aree vicine ai lidi.












