Marciapiedi impercorribili, alberi che dalla pubblica via sconfinano nelle abitazioni private, aiuole secche e piene di immondizie. Alcuni residenti dell’area di via Puccini, che si interseca anche con via Brunelleschi e atre vie secondarie, si sentono abbandonati da tempo. Camminando lungo la strada, svoltando in direzione stazione, ci si imbatte anche in una vecchia villa in stile Liberty, un gioello del patrimonio culturale leccese, che secondo un residente appartenne al uno dei primi cittadini della città, Oronzo Massari, abbandonata tra topi, sterpaglie e senza infissi, vandalizzata e in balìa delle avversità meteorologiche. «È in quelle condizioni di degrado da tempo», ci spiega un residente. Un muro di cinta prova a coprirla.

Nel percorso principale di via Puccini, invece, sorgono tantissime attività, supermercati, palestre, un centro sanitario e i parcheggi sono una vera emergenza: si parcheggia nei due sensi di marcia rendendo difficile e pericoloso il passaggio delle auto nel doppio senso. Il degrado avanza, anche perché non c’è un cestino per i rifiuti nell’arco di centinaia di metri. Tutta la parte destra per chi va verso la stazione non può essere percorsa a piedi: il marciapiede non è più largo di 40 centimetri e per camminarci su sarebbe necessario essere esperti di salto a ostacoli, tra specchietti di auto ed erbacce, mentre l’altro lato risulta disseminato di barriere architettoniche. Non scherzano nemmeno le vie limitrofe: qui non si trova un cestino per i rifiuti nel raggio di centinaia di metri e quindi le carte abbondano a terra. Le aiuole sono diventate erba secca con cartacce dentro. Le erbacce invadono persino la zona di terreno dove passa il treno, al di là del muro. «Abbiamo sollecitato l’ufficio Ambiente, “con cortese urgenza”, numerose volte in questi anni, in quanto la situazione è diventata seriamente insostenibile, a tagliare i rami degli alberi che stanno invadendo i balconi di diversi residenti, alcuni dei quali con deficit permanenti e invalidi al cento per cento – ci spiega un residente di una delle traverse di via Puccini- C’è una signora di cento anni e si vede l’albero nel suo balcone, che tra un po’ sfonderà le finestre. Sembra un’area dimenticata».