HomeMagazineIl volto riemerso dal ghiaccio: ricostruita la faccia di un guerriero siberiano vissuto 4 mila anni faUn’antica sepoltura scoperta nella Yakutia russa restituisce il volto di un uomo dell’Età della Pietra. Tra scudi d’osso, frecce e misteriosi rituali, gli archeologi gettano nuova luce su una civiltà quasi dimenticataLa ricostruzione del volto effettuata dalla North-Eastern Federal UniversityRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 19 giugno 2026 – Per oltre quattro millenni è rimasto nascosto sotto il permafrost della Siberia orientale. Oggi quel guerriero dell’Età della Pietra ha finalmente un volto. Grazie a una sofisticata ricostruzione forense realizzata da archeologi e antropologi russi, è stato possibile riportare alla luce l’aspetto di un uomo vissuto circa 4 mila anni fa nella regione della Yakutia, una delle aree più remote e inospitali del pianeta. Cosa sappiamo.

Un guerriero sepolto con il suo scudo sotto i ghiacci

La scoperta risale al 2004, quando gli archeologi individuarono una sepoltura nei pressi di Kerdugen, a circa 140 chilometri da Yakutsk. I resti umani erano accompagnati da una serie di oggetti insoliti: punte di freccia, frammenti di equipaggiamento e soprattutto decine di placche ossee appartenenti a un grande scudo realizzato con ossa di cervo wapiti dell’Altai. Un elemento che suggerisce il ruolo di combattente o cacciatore d’élite dell’uomo sepolto. Come riportato anche da ZME e Live Science, gli studi hanno stabilito che il guerriero apparteneva alla cultura Ymyyakhtakh, una popolazione di cacciatori-raccoglitori nomadi diffusa nella Siberia nord-orientale durante il tardo Neolitico. L’uomo aveva probabilmente tra i 40 e i 50 anni al momento della morte, un’età considerevole per l’epoca, e il suo scheletro mostra segni di una vita fisicamente impegnativa e forse segnata da scontri violenti. Alcune ferite guarite testimoniano infatti traumi subiti molti anni prima della sepoltura.