«Non ci sono parole di commento, l'industria italiana è da sempre a sostegno delle istituzioni della nostra democrazia». Così il Presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini, ha liquidato dal palco di Nizza Monferrato l'attacco verbale lanciato da Donald Trump contro la Premier Giorgia Meloni. «No, no, non sono arrabbiato – ha aggiunto dopo il numero uno di viale dell’Astronomia –. Visto che la nostra è comunque una democrazia occidentale, che comunque siamo sempre e vogliamo rimanere alleati, io credo che queste dichiarazioni siano veramente inopportune. Mi spiace leggerle, mi spiace vederle, mi spiace purtroppo anche solo commentarle» sottolinea il leader degli industriali. Orsini accenna anche alla decisione del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha reagito alle parole di Trump annullando la sua visita negli Stati Uniti del 21 e 22 giugno. L’intervista shock La durissima replica del numero uno degli industriali risponde all'intervista shock rilasciata dal Presidente statunitense a La7, in cui il tycoon sosteneva che la premier lo avesse supplicato per un’immagine insieme perché «le faceva pena». Un affondo a cui la stessa Meloni ha risposto a stretto giro definendo le dichiarazioni «totalmente inventate» e ribadendo la dignità internazionale dell’Italia. Intervenendo all'Assemblea provinciale astigiana, Orsini ha scelto di non fare concessioni alla retorica mediatica e ha posto l'orgoglio istituzionale in cima alle priorità delle imprese. La sua dichiarazione d'impatto sancisce un legame indissolubile tra il tessuto manifatturiero e la tenuta democratica nazionale: di fronte all'insulto americano, Confindustria sceglie senza esitazioni la via della compattezza d'area e della sovranità istituzionale.
Orsini al fianco di Meloni: “Da Trump parole inopportune”
Il presidente di Confindustria ha liquidato dal palco di Nizza Monferrato l’attacco lanciato dal presidente americano contro la premier











