Il cancro al colon-retto è tra le malattie oncologiche più diffuse e uno dei principali “Big Killer”. Sintomi, diagnosi e cura del tumore intestinale che ha ucciso Igor Protti.
Igor Protti. Credit: Getty
Il cancro al colon-retto è tra le neoplasie più diffuse in Italia e nel mondo, e rientra nella categoria dei cosiddetti “big killer”, ovvero i tumori maligni più aggressivi e mortali. Secondo i dati GLOBOCAN 2023 citati dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), rappresenta circa il 9,6 percento di tutti i tumori diagnosticati nel mondo, dopo il cancro al seno e quello al polmone. Nel nostro Paese il cancro al colon-retto è la seconda malattia oncologica più mortale, dietro il cancro al polmone. In base al rapporto "I numeri del cancro in Italia 2024" messo a punto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), due anni fa sono stati registrati poco meno di 49.000 nuovi casi (in maggioranza uomini, oltre 27.000) e circa 19.000 decessi.
L’11 febbraio 2026 la malattia ha causato la morte di James David Van Der Beek, amatissimo attore di Dawson’s Creek, deceduto ad appena 48 anni. Il 19 giugno 2026 è stata data la notizia della morte dell’ex calciatore Igor Protti, spentosi a 58 anni. Aveva annunciato la diagnosi nell’estate dello scorso anno. Sebbene la malattia venga diagnosticata più frequentemente tra i 60 e i 75 anni, stanno aumentando sensibilmente i casi nei giovani con meno di 50 anni. Non a caso, sempre più esperti e organizzazioni sanitarie raccomandano lo screening del sangue occulto nelle feci e la colonscopia a partire dai 45 anni. I sintomi del cancro al colon-retto Come indicato dalla Mayo Clinic, una delle principali organizzazioni sanitarie degli Stati Uniti, la malattia spesso si innesca a causa di piccoli ammassi di cellule che si formano nell’intestino crasso, i polipi. Queste formazioni possono andare incontro a un’evoluzione maligna, dando vita a cellule cancerose in grado di diffondersi nel resto dell’organismo (metastasi). È proprio questo processo a rendere il cancro una malattia così subdola e mortale. Spesso i polipi non provocano sintomi; rimuoverli, nei casi indicati dai medici, può prevenire il rischio di progressione cancerosa. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sottolinea che l’80 percento dei casi di tumore al colon si sviluppa proprio dai polipi, che possono impiegare fino a 15 anni per diventare formazioni maligne.











