Roma, 19 giu. (askanews) – Il calcio italiano piange la scomparsa di Igor Protti, morto all’età di 58 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. Era stato lui stesso a raccontare pubblicamente la malattia scoperta nel giugno scorso e il successivo aggravamento, con l’estensione del tumore alle vertebre che lo aveva costretto a ulteriori cure tra chemioterapia e radioterapia.

“Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale – il messaggio della famiglia -. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”. L’ultimo saluto dalle 15 di oggi si troverà presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, Via della Rimembranza.

Attaccante generoso e uomo profondamente legato ai valori dello sport, Protti rappresenta una delle figure più amate del calcio italiano degli ultimi decenni. Nato a Rimini nel settembre 1967, cresce calcisticamente sotto la guida di Arrigo Sacchi, che lo lancia nel calcio professionistico con il Rimini. Dopo le esperienze a Livorno e Virescit Bergamo, esplode con il Messina in Serie B prima del grande salto.