Milano, 19 giu. (askanews) – Italia e Spagna restano due poli chiave dell’automotive europeo, ma con un peso industriale ormai molto diverso. Nel 2025 la Spagna ha prodotto circa il 13% dei veicoli realizzati in Europa, l’Italia meno del 3%: 2,27 milioni di autoveicoli contro 474mila unità. In quattro anni Madrid è cresciuta di circa l’8%, l’Italia ha perso oltre il 40%. Quasi cinque volte i volumi italiani: nel 2025 le fabbriche spagnole hanno prodotto circa 1,8 milioni di veicoli in più, restando il secondo produttore europeo dopo la Germania, con oltre l’85% destinato all’estero.
La differenza non è nella qualità della filiera italiana – forte nei componenti, nell’engineering, nel motorsport e nell’alto di gamma – ma nella capacità di difendere volumi, export e nuove assegnazioni industriali. La Spagna ha trattenuto e attratto produzione di massa, mentre l’Italia ha visto franare i volumi assemblati pur conservando marchi e tecnologie di primo piano.
Il principale polo spagnolo resta Volkswagen-Seat-Cupra (Martorell e Pamplona, più la gigafactory PowerCo di Sagunto). L’altro pilastro è Stellantis, con Vigo – dove sarà prodotta la nuova gamma di compact van di Pro One, in vendita dal 2027 – Saragozza-Figueruelas e Madrid-Villaverde: 981mila veicoli nel 2024, oltre il 40% della produzione nazionale. La Spagna resta centrale anche per Renault, Ford e Mercedes-Benz, che a Vitoria ha annunciato circa 1 miliardo per i van elettrici.






