“Due problemi accessibili”. A dare un parere al fattoquotidiano.it sulla prova della seconda giornata di esame di maturità per il liceo scientifico è la professoressa Ornella Robutti, presidente dell’Associazione italiana di ricerca in didattica della matematica. Un punto di vista – ci tiene a sottolineare l’esperta – del tutto tecnico. “La prova presenta due pregi generali: la presenza di soluzioni intermedie e possibilità di approcci grafici/qualitativi soprattutto nel primo problema, più lungo e complesso. Il secondo è più “standard” sulle funzioni (parametro, valore assoluto, uso di grafici per disequazioni). I quesiti a scelta coprono molti argomenti, con due più “aperti” e altri procedurali. Va detto che ci sono delle insidie linguistiche o di contesto ma sono risolvibili con le informazioni fornite”.
La prova comprendeva due problemi a otto punti e lo studente doveva scegliere quale svolgere. Il primo lungo circa una pagina e mezza, il secondo di circa mezza pagina. Oltre ai problemi, c’erano “quesiti” con molti argomenti (procedure, determinazioni, calcoli, probabilità, espressioni).
“C’è – spiega la presidente – una coerenza complessiva della prova con obiettivi di ragionamento, argomentazione e giustificazione, competenze critiche attese nei futuri cittadini. Nei primi due problemi le domande sono strutturate in modo da offrire soluzioni intermedie. Questo favorisce la continuità del lavoro e la valutazione di competenze parziali. È possibile affrontare alcune domande “con occhio matematico” evitando calcoli pesanti”. Nel secondo problema, è stato richiesto esplicitamente di “utilizzare i grafici” per risolvere una disequazione “a occhio”, integrando competenze grafiche e di ragionamento oltre ai calcoli.












