Gli avvocati di Luigi Mangione, accusato dell’omicidio del CEO di UnitedHealthcare Brian Thompson, hanno rinunciato alla difesa psichiatrica nel processo statale. Se i legali avessero seguito questa linea, Mangione avrebbe potuto ricevere una pena inferiore poiché sarebbe stato condannato per omicidio colposo.
Luigi Mangione.
La difesa di Luigi Mangione, il 28enne accusato dell'omicidio dell'amministratore delegato di UnitedHealthcare, Brian Thompson, hanno deciso di rinunciare a una difesa di natura psichiatrica nel processo statale che lo vede imputato.
Lo confermano i documenti depositati in tribunale. In precedenza gli avvocati di Mangione avevano comunicato che avrebbero adottato una strategia difensiva sostenendo che il ventottenne soffriva di un "grave disturbo emotivo" al momento del delitto. E i legali avrebbero dovuto fornire ai pubblici ministeri evidenze a sostegno di questa tesi. "Devono conoscere la patologia di cui soffre l'imputato e come questa abbia scatenato il disturbo emotivo", aveva spiegato il giudice Gregory Carro durante l'udienza di mercoledì 17 giugno.
A sinistra, il Ceo Brian Thompson; a desta, una delle foto del killer diffuse dalla polizia di New York. Invece, in una lettera inviata al giudice giovedì 18, una degli avvocati del 28enne, Karen Friedman Agnifilo, ha affermato che la difesa "ritira rispettosamente" la sua richiesta.













