Al vertice di Evian, i leader del G7 hanno approvato una nuova dichiarazione sui minerali critici che fissa obiettivi di diversificazione delle catene del valore, rafforza il coordinamento industriale e apre alla creazione di nuovi strumenti di mercato. Sullo sfondo resta la preoccupazione per la concentrazione delle forniture globali e per l’uso delle materie prime come leva geopolitica

I minerali critici sono entrati stabilmente nell’agenda della sicurezza economica delle principali economie avanzate, e l’Italia si muove su questa traiettoria. Al vertice G7, i leader hanno adottato una dichiarazione dedicata al rafforzamento della resilienza delle catene del valore delle materie prime strategiche, delineando una strategia che combina politica industriale, cooperazione internazionale, strumenti finanziari e coordinamento tra Paesi alleati.

Il documento parte da una constatazione condivisa: l’elevata concentrazione di alcune filiere espone le economie avanzate a vulnerabilità crescenti, in particolare nei settori della transizione energetica, delle tecnologie digitali e delle applicazioni dual use. Da qui il richiamo alla necessità di diversificare approvvigionamenti, capacità di trasformazione e attività di riciclo, riducendo le dipendenze considerate eccessive.