Bergamo, 19 giugno 2026 – I mondi dello sport e della politica bergamaschi sono in lutto per la scomparsa di Gianfranco Baraldi, atleta olimpico con la maglia della nazionale e, in età matura, personalità attiva nell’amministrazione pubblica, da assessore e consigliere comunale.
Lo sport
Baraldi aveva 91 anni. Era nato a Latina nel settembre del 1935, trasferendosi con la famiglia a Bergamo durante l’adolescenza. È qui che è nata la sua passione per lo sport, in particolare l’atletica leggera. Ha iniziato la sua carriera nella Libertas Bergamo, società con la quale ha ottenuto una serie di convocazioni in Nazionale che l’hanno portato a disputare a due Olimpiadi, nel 1956 a Melbourne e nel 1960 a Roma. In entrambe le occasioni venne eliminato in batteria.
Le sue specialità erano le gare di mezzofondo, in particolare quelle brevi, gli 800 e i 1.500 metri. A Stoccolma, nel 1958, agli Europei, fermò il cronometro dei 1.500 metri sul tempo di 3.42.30, all’epoca record nazionale. Un traguardo già centrato nel 1956, quando aveva ritoccato il primato fino ad allora detenuto da Luigi Beccali, campione olimpico a Los Angeles nei 1.500 piani.
Lungo l’elenco dei suoi successi in campo nazionale: è stato dodici volte campione d'Italia fra 800, 1.500 e 5.000 metri di corsa campestre. Nel 1961, a soli 26 anni, il ritiro. Proseguì nel suo impegno a livello dirigenziale, diventando presidente dell’Associazione Atleti olimpici e azzurri d'Italia. Fu lui, nel 1994, a proporre che lo stadio di Bergamo venisse intitolato agli Azzurri d’Italia, denominazione che ha resistito fino al restyling e alla scelta di ribattezzare l’impianto come Gewiss Stadium.






