Secondo molti osservatori Donald Trump è sempre più isolato, e questo potrebbe riguardare anche Fox News, il canale all news che ormai da oltre un decennio gli ha fatto da fedelissima cassa di risonanza. Gli indici di approvazione del presidente Usa stanno toccando un record negativo storico (siamo al 37% secondo un sondaggio New York Times/Siena, il dato più basso di entrambi i suoi mandati) e anche la sua auto-proclamata “vittoria” nella guerra con l'Iran sta facendo discutere persino la sua stessa base elettorale. E, secondo alcuni, pure il rapporto con i media solitamente a lui favorevoli sta subendo uno shift significativo: non è un caso che Hollywood Reporter abbia pubblicato in queste ore un approfondimento dal titolo “The Fox-Trump Divorce”.“Il trumpismo non è nato dal nulla”, scrive l'autore del pezzo Kevin Dolak e questo riguarda proprio gli stessi media che l'hanno coltivato scientemente. Inaugurata nel 1996 per volere del mogul australiano Rupert Murdoch, Fox News è nata come alternativa ai vari canali di cable news ritenuti troppo progressisti e vicini agli ambienti liberali, e quindi ai Democratici, e volendo dunque parlare a una fascia di popolazione conservatrice, più allineata ai Repubblicani. Basandosi su valori come il patriottismo, una nostalgia romanticizzata dell'America degli origini, l'onestà dai lavoratori messa in crisi dalle istituzioni e un misto di fede e cospirazione, la rete - più un salotto di opinione che un vero e proprio notiziario continuo - ha ottenuto nel corso degli anni un grandissimo successo, di fatto superando negli ascolti competitor come Cnn e Msnbc (ora MsNow).Dai brogli nelle presidenziali Bush-Gore nel 2000 al fomento anti-islamico dopo l'11 settembre, passando per il sostegno incontrollato al Tea Party durante l'era Obama e a posizioni simil-no-vax in epoca Biden, Fox News non ha solo raccontato una certa parte degli Stati Uniti solitamente ignorata da quelli che i suoi anchor chiamano dispregiativamente “liberal media”, ma ha anche agito sull'opinione pubblica per creare movimenti politici alternativi. Basta dunque arrivare al 2015, in un contesto di grande confusione tra i candidati alle primarie repubblicane dell'epoca, per osservare come sia nato il legame tra Fox News e Trump.Da una parte la rete cercava un personaggio abbastanza distruttivo e anti-sistema per continuare a fomentare i propri telespettatori ormai affamati di sensazionalismo e uomini forti; dall'altra il magnate intravedeva un pubblico abbastanza duttile e disilluso da conquistare a suon di slogan ("Make America Great Again"), promesse roboanti, attacchi anche vili agli avversari e una propensione per le teorie del complotto se non delle vere e proprie fake news. Nonostante all'inizio molti dei veterani di Fox News vedessero in modo scettico l'ascesa di Trump (una delle sue figure di punta, Megyn Kelly, fu addirittura licenziata dopo aver messo in difficoltà l'allora candidato alle primarie chiedendogli del suo scarso rispetto per le donne), man mano che il suo sostegno elettorale cresceva anche la la linea editoriale del canale si è appiattita sulle posizioni trumpiane.Personalità di punta come Sean Hannity, Laura Ingraham, Tucker Carlson e Jeanine Pirro sono diventate negli anni dei veri e propri megafoni dell'ideologia Maga e lo stesso Trump, anche una volta divenuto presidente nel 2016, spalleggiava la rete concedendo interviste esclusive e facendo live-tweeting commentando i programmi di punta (una specie di delirante “show nello show”). Nonostante momenti di tensione durante le elezioni del 2020, quando la stessa Fox News fu la prima ad assegnare lo stato in bilico dell'Arizona all'avversario Joe Biden, e nonostante nel frattempo fossero nati altri canali d'informazione ancora più radicali e ideologizzati (Newsmax, One America News Network), il “matrimonio” di intenti è continuato fino ai giorni nostri, non senza una continua e tesissima dialettica interna tra azionari di Fox News, rappresentati del vecchio partito e la Casa Bianca.Nel corso degli ultimi anni parecchi personaggi di punta un tempo fedelissimi del trumpismo, come lo stesso Carlson o l'altrettanto accanita Candace Owens, sono fuoriusciti da Fox News trovando in podcast e YouTube terreni più agili e pirateschi per il loro pubblico e al contempo arrivando a rompere su molti temi con lo stesso Trump. E mentre la galassia Maga si sta parcellizzando divisa nei suoi vari estremismi, Fox News rimane in attesa di capire come recuperare il suo pubblico originario, vicino al vecchio establishment repubblicano (a sua volta travolto e ormai scontento della deriva trumpiana) senza però perdere occasioni di notiziabilità e viralità dati da The Donald e i suoi. Le stesse primarie in corso in vari Stati in vista delle elezioni di mid-term il prossimo autunno creano non pochi imbarazzi, coi giornalisti del canale più tentati a sostenere candidati alternativi a quelli che hanno ricevuto l'endorsement di Trump (ma, come nel caso delle ultime primarie in Texas, è stato ancora una volta Ken Paxton, candidato trumpiano sopravvissuto a mille scandali, ad avere la meglio sull'avversario John Cornyn, che aveva invece ricevuto più copertura da parte di Fox).Qualcosa si muove anche a livello societario. Di recente, in seguito anche lì a faide interne alla famiglia (proprio come in Succession), è stato scelto Lachlan Murdoch, figlio di Rupert, a traghettare tutta Fox Corp. e anche quindi Fox News verso il futuro (un futuro che, s'intende, potrebbe essere post-trumpiano). Il nuovo Murdoch si trova di fronte a diverse sfide, la principale delle quali riguarda proprio il pubblico: a oggi solo il 32% degli adulti tra i 30 e i 49 segue il canale, percentuale che scende al 28% tra i minori di 30. C'è bisogno di svecchiare la demografica, dunque, e al contempo cercare di riallinearsi con i Repubblicani del Congresso, quelli della vecchia guardia, soprattutto ora che la forza politica di Trump è ai minimi storici. Ma come recuperare credibilità e fedeltà in una base che, per decenni, è stata allenata - dalla stessa Fox - a dubitare di qualsiasi autorità e istituzione? Difficile da dirsi, nel frattempo Trump ha già iniziato in alcuni suoi post fiume sul social Truth a criticare i programmi di Fox News. L'idillio di un tempo mostra le sue crepe evidenti, è però ancora presto per capire chi cadrà vittima della propaganda di chi.