di

Pierpaolo Lio

La giovane, di origini dominicane, un anno fa aveva pubblicato i suoi versi in cui raccontava delle sue fragilità e degli sforzi fatti per rialzarsi. È stata trovata senza vita dallo staff dell'albergo

«Non voglio più essere un peso per nessuno con la mia bassa autostima, la depressione e i problemi d’ansia». Lo scriveva Megan Alvarado, in una delle poesie del suo libro «Racconti agrodolci», pubblicato un anno fa. Un testo in cui la ragazza 25enne, di origini dominicane, trovata morta mercoledì nella stanza di un albergo di Cinisello Balsamo, probabilmente per overdose (venerdì l’autopsia), si addentrava in un viaggio tra le sue vulnerabilità.

Lo choc per la partenza della madre per l’Italia, quando lei aveva 8 anni. Il successivo ricongiungimento. Gli amori in frantumi. E le difficoltà vissute da molti ragazzi. Problemi che già in passato l’avevano avvicinata alla droga. «Grazie al cuore spezzato e al dolore — un passaggio dell’introduzione —, perché mi hanno insegnato la forza. Mi hanno fatto conoscere la solitudine, la delusione e la perdita, ma anche la mia capacità di rialzarmi».