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Un incontro informale, una tazza di caffè e un appartamento già arredato in attesa dei bambini. Si è svolta così, nell'abitazione messa a disposizione dal Comune di Palmoli, la riunione tra i coniugi Nathan Trevallion e Catherine Birmingham – la coppia anglo-australiana al centro della vicenda giudiziaria nota come "Famiglia del bosco" – e le figure istituzionali che seguono i loro tre figli minori: la tutrice, la curatrice e un'operatrice del servizio sociale competente per territorio.

Un clima, a quanto riferito, disteso e costruttivo, lontano dalle tensioni che hanno caratterizzato mesi difficili per questa famiglia finita sotto i riflettori dell'opinione pubblica italiana e internazionale. Un segnale, forse, che qualcosa nel rapporto tra le parti sta lentamente cambiando.

A rendere noti i dettagli dell'incontro, svoltosi giovedì, è l'avvocato Simone Pillon, legale della coppia. “I genitori hanno illustrato l'appartamento già predisposto e ammobiliato per accogliere i figli, comprensivo dei loro effetti personali”, ha spiegato il difensore. Un gesto concreto, quasi simbolico: dimostrare che quella casa non è vuota, che aspetta. Che i bambini, almeno nelle intenzioni dei genitori, hanno già un posto dove tornare.