Contenuto tratto dal numero di giugno 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Dalla distribuzione tradizionale ai servizi, passando per intelligenza artificiale, cybersecurity ed energie rinnovabili. Esprinet accelera la trasformazione del proprio modello di business e punta a rafforzare il ruolo di abilitatore tecnologico per imprese e partner nel Sud Europa. Una strategia che si inserisce in un mercato in evoluzione, sostenuto dalla crescita degli investimenti in IA, cloud e digitalizzazione. A guidare questa fase è Giovanni Testa, nominato amministratore delegato del gruppo dopo un percorso iniziato in azienda nel 2001.

Quale direzione vuole dare a Esprinet?

Sono in Esprinet dal 2001 e dal 2020, da direttore generale, ho condiviso la strategia del gruppo insieme all’allora amministratore delegato. Perciò non ci saranno stravolgimenti, ma un’evoluzione del percorso. Continueremo a investire su tre pilastri. Il primo è V-Valley, quindi il mondo delle infrastrutture tecnologiche: server, storage, networking, cloud e cybersecurity. In quest’area introdurremo anche nuovi strumenti di intelligenza artificiale, inclusi agenti sviluppati internamente o selezionati sul mercato e distribuiti attraverso i nostri canali. Il secondo è Zeliatech, dedicato al fotovoltaico e alle energie rinnovabili. Crediamo molto nella convergenza tra tecnologia e transizione green. L’intelligenza artificiale richiede enormi capacità di calcolo e, quindi, consumi energetici elevati: senza energia sostenibile, questa evoluzione rischia di essere poco coerente con gli obiettivi ambientali. Il terzo pilastro riguarda i servizi. A marzo abbiamo lanciato Innovexya, una divisione trasversale a tutto il gruppo che coordinerà i servizi nei vari paesi. Storicamente offrivamo servizi logistici, tecnici e di marketing; oggi vogliamo spingerci verso cybersecurity, cloud, software e intelligenza artificiale, accompagnando i clienti anche con attività di formazione e consulenza.