Da un lato la pressione geopolitica e l’instabilità sui componenti elettronici, dall’altro la competizione sui prezzi e un quadro normativo in rapida evoluzione: questo è lo scenario che l’industria italiana si è trovata ad affrontare in un 2025 che Lorenzo Gabrieletto, che guida la divisione commerciale del gruppo Exor International, definisce senza eufemismi “piuttosto complicato”.Per il gruppo veronese i numeri raccontano però un’altra storia: “Stiamo facendo decisamente meglio di quello che ci saremmo aspettati”, dice Gabrieletto.Il gruppo si articola in due società distinte ma complementari. Exor International – nata nei primi anni Settanta come produttore di hardware per l’automazione, con oltre 54 anni di storia alle spalle – porta in dote pannelli HMI, gateway, controller e soluzioni IoT embedded, con una presenza consolidata nei mercati OEM, nell’automazione di processo e nel settore transportation. Corvina è invece la componente software e cloud: nata inizialmente come servizio VPN interno per la manutenzione remota, si è evoluta in una piattaforma cloud industriale completa, specializzata nella digitalizzazione degli impianti e nella gestione dei dati di macchina. Il collante tra le due è X Platform, l’architettura integrata che unisce hardware, software e cloud in un unico ecosistema.Indice degli argomenti