di
Rosanna Scardi
Al "Fienile", il podcast di Luca Zaia, l'attore racconta la sua vita: «Iniziai a suonare perché mi piaceva una ragazza, al liceo conobbi Umberto Smaila a cui piaceva come suonavo. Partimmo a Roma con i Gatti di Vicolo Miracolo, eravamo disperati: Cino Tortorella ci portò a Milano e tutto cambiò. Quando mi offrirono tre film da protagonista, li mollai e Umberto si sentì tradito».
«Ho vissuto dei momenti drammatici e mi hanno salvato gli amici veri, quelli di Verona e del Lago di Garda, che hanno messo insieme i risparmi per produrre il mio primo film da regista». A raccontarsi è Jerry Calà, dal forte legame con il territorio bresciano (a Desenzano è proprietario del locale Sestino Beach insieme a Puccio Gallo ed è qui che lo si ritrova quando non è in tour). Lo fa a «Il fienile», il podcast di Luca Zaia, le cui piattaforme social contano dai 90 ai 100 milioni di visualizzazioni al mese. «E’ un set fantastico – afferma Calà accolto in un vero fienile -, country, ho avuto un flash perché agli inizi di carriera con i Gatti, a Milano, abbiamo fatto un servizio per Vogue con Oliviero Toscani ambientato in una fattoria. E in “Vacanze di Natale” porto una signorina in un fienile, il papà voleva tagliarmi gli attributi…». La chiacchierata parte dalle origini: Calà è nato a Catania e il 21 giugno spegnerà 75 candeline.






