I colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per oggi in Svizzera sono stati rinviati a tempo indeterminato, aumentando l’incertezza sull’attuazione dell’accordo che dovrebbe mettere fine alla guerra tra i due paesi. Il ministero degli Esteri svizzero ha confermato che l’incontro non si terrà, poche ore dopo che la Casa Bianca aveva annunciato che il vicepresidente statunitense JD Vance non sarebbe partito per guidare la delegazione americana.

La riunione avrebbe dovuto aprire la fase tecnica dell’attuazione dell’accordo in 14 punti firmato da Washington e Teheran. Era prevista al Bürgenstock, resort sulle montagne svizzere vicino a Obbürgen, due giorni dopo la firma del memorandum d’intesa da parte del presidente statunitense Donald Trump e del presidente iraniano Masoud Pezeshkian. L’intesa ha prorogato di almeno sessanta giorni un cessate il fuoco fragile e ha aperto una finestra negoziale sul programma nucleare iraniano, sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e sulle condizioni di una tregua più stabile.

Il rinvio è arrivato dopo una giornata di indicazioni contraddittorie. Vance aveva detto in conferenza stampa alla Casa Bianca che il suo «piano è andare in Svizzera», ma aveva aggiunto di non sapere «esattamente quando». Aveva anche detto che Washington si aspettava l’avvio dei colloqui tecnici nel fine settimana, precisando però che il programma poteva cambiare. Nella serata di ieri, la Casa Bianca ha poi confermato che la partenza era sospesa. Secondo i resoconti dei media statunitensi, collaboratori del vicepresidente e giornalisti erano già alla base di Andrews, vicino a Washington, in attesa della partenza, mentre funzionari e personale di supporto erano stati inviati in Svizzera per preparare l’arrivo della delegazione.