Da Alessandria, dove è cresciuto portando con sé la fame e l’ingegno della provincia, al set de La Resurrezione di Cristo, l’ultimo film di Mel Gibson che uscirà, in due puntate, tra il 2027 e il 2028 e si propone come il sequel de La Passione. Di strada Pier Luigi Pasino, professione attore (e compositore ogni volta che ne ha tempo e voglia), ne ha fatta. "Ma mi sento ancora in cammino e spero che arrivino nuove ventate". Lo dice pensando all’altra sua grande passione, quella per il surf, che lo porta a cavalcare le onde, ma anche le grandi sfide. E una di queste è L’ultimo arrivato, un concerto unplugged dove canzoni e monologhi si intrecciano tra cabaret e stand-up comedy. Lo spettacolo, che esplora i temi della rinascita e della resilienza, è un viaggio alla scoperta delle possibilità che le avversità sono in grado di offrire a chi sa leggerle. E sullo sfondo c’è anche un’altra sua interpretazione, stavolta televisiva, che di Pasino ha sancito la consacrazione: il ruolo di Enrico Poët nelle tre stagioni de La legge di Lidia Poët, in onda su Netflix, che raccontano la storia della prima donna a entrare nell’Ordine degli avvocati.

Cosa vuol dire lavorare con una star come Mel Gibson?