Lo shock dei prezzi dei combustibili fossili innescato dalla guerra contro l'Iran ha messo in luce la pericolosa dipendenza dell'Europa da petrolio e gas. Ma invece di considerarlo un campanello d'allarme, i governi di tutta l'UE rilanciano, con piani per costruire quasi 60 gigawatt di nuove centrali a gas che, avverte una nuova analisi, rischiano di incatenare il continente ai combustibili fossili per decenni.
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Il rapporto 'Merchants of Crisis (fonte in inglese)', pubblicato dal gruppo di campagna Beyond Fossil Fuels (BFF) il 15 giugno, rileva che le centrali a gas previste, se realizzate, brucerebbero circa 28 miliardi di metri cubi di gas l'anno, pari a circa il nove per cento delle importazioni di gas previste per l'UE, ovvero al consumo annuo di gas di 46,4 milioni di famiglie.
I prezzi del gas naturale in Europa sono già aumentati del 60 per cento dall'inizio della guerra, e il continente è entrato in crisi con livelli di stoccaggio di gas molto più bassi rispetto agli ultimi anni: 46 miliardi di metri cubi alla fine di febbraio 2026, contro i 60 miliardi di un anno prima.
Famiglie e imprese ne stanno pagando il prezzo, con bollette dell'energia alle stelle e una crisi del costo della vita sempre più grave.






