Ormai non è più una novità scorgere un lupo in un centro abitato, soprattutto in un paese di montagna e così la foto scattata l’altra notte prima dall’alba da un ferroviere che si stava recando al lavoro è solo una prova ulteriore di come il carnivoro stia prendendo confidenza con gli ambienti antropizzati. La foto immortala l’esemplare aggirarsi nel piazzale principale di Antrona, «dove si ferma la corriera» rimarca il sindaco Franco Borsotti. I residenti n paese - aggiunge - si dividono tra chi del lupo vicino alle case non ha paura e chi invece è spaventato. Tutti però, in un borgo rurale dove un tempo ogni famiglia aveva la stalla con il bestiame, solidarizzano con i pochi che tengono ancora viva la pastorizia: «Allevano qualche capra per passione, ma che sono importanti per non abbandonare del tutto i pascoli» aggiunge Borsotti.

L’assessore regionale all’agricoltura Paolo Bongioanni di recente ha incontrato i rappresentanti degli allevatori di montagna, tra cui quelli del Vco, per avviare un percorso che porti a una normativa regionale che consenta di intervenire su una specie che nel secolo scorso era scomparsa dall’arco alpino. Tutelato perché in estinzione, ora il lupo - inizialmente in dispersione dagli Appennini, sta velocemente ripopolando le zone di montagna. Nel Vco si stima che siano almeno una cinquantina i lupi, suddivisi in una decina di branchi, che si spostano di valle in valle. Gli allevatori chiedono di potersi difendere dai loro attacchi, insistendo che recinzioni e cani da guardia non sono sempre una soluzione percorribile.