Il Museo Lia celebra il trentesimo anniversario della sua fondazione mettendo a confronto la sua collezione permanente con i codici dell’arte pubblica e della pittura contemporanea italiana. Verrà inaugurata il 2 luglio alle 17.30, l’esposizione ‘Ozmo x Lia 30 - Dentro la collezione’, un progetto site specific affidato a Gionata Gesi, in arte Ozmo. Il percorso espositivo, curato da Andrea Marmori e Anna Costantini con un allestimento progettato da Emanuele Martera, rimarrà accessibile al pubblico dal 3 luglio al 3 dicembre, data che coincide con l’apertura originaria del museo avvenuta nel 1996.

Questa iniziativa si inserisce in un più ampio programma di interventi istituzionali che comprende il restyling dell’ingresso della struttura e la riconversione dell’ex info point nello spazio ‘Lia Next’, un nucleo operativo riservato alla formazione, alla divulgazione e alla sperimentazione tecnologica. L’architettura della mostra si fonda sulla stretta correlazione tra quattro opere storiche della collezione e quattro nuove tele prodotte dall’artista toscano, che verranno stabilmente acquisite dal Comune della Spezia. Il nucleo antico selezionato comprende l’Autoritratto di Jacopo da Pontormo, posto in relazione con una tela sul tema dell’autorappresentazione; il dipinto San Martino dona il mantello al povero, attribuito agli esordi di Raffaello e datato intorno al 1505; una Testa di Apollo in marmo di epoca greco-romana, tradotta sulla superficie bidimensionale della pittura; e la Madonna del Soccorso di Ansano di Michele Ciampanti. Ulteriori interventi dell’artista, attualmente residente a Parigi ma formatosi nell’alveo dell’underground toscano e dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, troveranno collocazione lungo l’itinerario delle sale storiche. Il percorso includerà inoltre una parete narrativa dedicata alla parabola biografica di Ozmo. "Tornare alla Spezia dopo due anni dall’opera sul rifugio Quintino Sella è per me un onore – conclude Ozmo – . Dialogare con questa collezione straordinaria è una grande responsabilità che mi ha appassionato sin dal primo momento". Marco Magi