È anche – e soprattutto – parlando di soldi che si apre in queste ore a Potsdam il congresso annuale di Die Linke. Il principale dibattito che ha anticipato il congresso in questi mesi, infatti, riguarda il cosiddetto Gehaltsdeckel: il tetto alle indennità dei parlamentari, vincolante per tutti e non fondato su donazioni volontarie, che la direzione della Linke il 18 aprile scorso ha proposto di adottare. I due co-segretari infatti già da un anno, dall’inizio della legislatura, si sono ridotti l’indennità a circa 2.850 euro netti al mese, ma lo ha fatto anche Luigi Pantisano – destinato a succedere alla segreteria al dimissionario Jan van Aken – che ha anche sostenuto la proposta.
Attualmente l’indennità parlamentare mensile ammonta a 11.833 euro lordi. La proposta in discussione prevede che tutta la parte eccedente la soglia lorda di 5.370 euro – il salario medio lordo tedesco – sia conferita in un fondo sociale a disposizione del partito e volto a sostenere le persone in difficoltà economiche che si rivolgono ai suoi sportelli sociali. Ai deputati rimarrebbero quindi circa tra i 3.200 i 3.600 euro netti al mese, con aumenti previsti per figli e altri carichi familiari. Proiettando i versamenti sui 64 deputati della Fraktion però, il solo Gehaltsdeckel porterebbe nelle casse del partito da 2,1 a 2,5 milioni di euro all’anno.











