A due settimane dalla firma dello storico accordo collettivo che aveva posto fine a 123 giorni di sciopero, il clima al Liceo Italiano di Istanbul torna a farsi teso. Due docenti turchi che avevano partecipato alla mobilitazione hanno appreso il 17 giugno che i loro contratti non saranno rinnovati per il prossimo anno scolastico, mentre altri insegnanti denunciano contestazioni disciplinari e comportamenti che ritengono discriminatori nei confronti di chi aveva aderito alla protesta. Lo sciopero, conclusosi il 3 giugno con la firma di un accordo che riconosceva nuovi diritti e miglioramenti economici ai docenti locali, sembrava aver aperto una fase di normalizzazione nei rapporti tra lavoratori e dirigenza. Oggi, però, sindacato e insegnanti parlano di una situazione nuovamente critica.
«Già il giorno successivo al rientro sono iniziate le contestazioni», racconta al manifesto Fırat Aydın, docente di lingua e letteratura turca tra i protagonisti della mobilitazione. Secondo quanto riferisce, alcuni insegnanti che avevano scioperato hanno ricevuto lettere di richiamo a seguito di segnalazioni dei genitori. Tra loro un docente di lingua turca, un insegnante di geografia e una docente di inglese. I lavoratori sostengono inoltre che alcuni genitori e membri del personale scolastico si sarebbero coordinati per esercitare pressioni sui docenti che avevano aderito allo sciopero. Le tensioni riguardano anche la vita quotidiana dell’istituto. Durante una recente cerimonia, spiegano i docenti, un insegnante che aveva partecipato alla mobilitazione sarebbe stato sostituito nella conduzione dell’evento da un collega che non aveva aderito allo sciopero. «Abbiamo inviato lettere e richieste di chiarimento alla dirigenza, ma non abbiamo ricevuto risposta», afferma Aydın.








