VENEZIA - Meno della metà dei turisti che hanno pagato il ticket per entrare a Venezia, si sono prenotati in anticipo per godere della tariffa scontata a 5 euro. Su un totale di 514.710 contributi versati nei primi 42 giorni di applicazione, quelli da 5 euro sono stati 245.503, quelli da 10 euro 268.207. Per un incasso di 3.919.585 euro. Dati dell’amministrazione comunale che confermano come la tariffa differenziata, sperimentata ormai da un paio d’anni, incida poco sulle scelte dei visitatori per un giorno.
Non c’è, insomma, l’effetto disincentivo. Ed ecco spiegata la richiesta che Simone Venturini ha preannunciato di voler fare al Governo per poter alzare la soglia del contributo fino ai 50 euro. Per farlo serve una modifica legislativa. Sarà una delle priorità veneziane che il sindaco andrà a perorare Roma.SPERIMENTAZIONE AL TERMINE La doppia tariffa - 5 euro per chi prenota con almeno quattro giorni di anticipo, 10 euro per gli altri - negli ultimi due anni di sperimentazione pare non abbia scoraggiato più di tanto i visitatori dell’ultimo minuto. «Il problema sono le cifre - commenta l’assessore al bilancio, Michele Zuin - Tra 5 e 10 euro non c’è molta differenza. Se fosse più significativa, l’effetto sarebbe diverso». Zuin, per il resto, si dice soddisfatto di questa tre quarti di stagione: 42 giorni di applicazione già trascorsi (dal 3 aprile), sui 60 totali programmati (fino al prossimo 26 luglio). L’incasso, comprensivo anche di chi si è già prenotato per i prossimi fine settimana, supera i 4.000 euro. L’anno scorso, con un totale di 54 giorni, il finale era stato di 5.342 euro. «Soldi che se diventeranno di più andremo comunque ad investire per “placare” i costi che cittadini e imprese sopportano per il turismo. Come stiamo facendo con la Tari» tiene a precisare l’assessore. «Ora vedremo se avremo questa modifica per alzare la soglia - continua Zuin - Questo sarà comunque il terzo e ultimo anno di sperimentazione. Dopo l’estate dovremo prendere delle decisioni per dare una conformazione più definiva alla misura. Bisognerà valutare se estenderla a tutto l’anno o a una sua parte, se comprenderà il Carnevale... Una cosa è certa, continueremo sulla linea del contributo d’accesso». IL GIUDIZIO DELLE CATEGORIE Ora con l’obiettivo di alzare la soglia. Ipotesi che per il momento piace alle categorie. «Ben venga la proposta di Venturini - commenta il direttore di Ava, Daniele Minotto - Speriamo che Roma la accolga. Così si potrebbe trovare un modo di applicare il contributo come incentivo/disincentivo rispetto ai giorni più problematici. Oggi, tra 5 e 10 euro, cambia poco. Invece, con una tariffa mobile e un tetto molto più alto, da applicare tutti i giorni, si potrebbe incidere sui flussi». 50 euro, per Minotto, non sono troppi. «Ci sono siti archeologici in giro per il mondo che costano di più. E Venezia è un enorme sito archeologico». Favorevole all’aumento anche il presidente di Confcommercio, Roberto Panciera: «Con 5/10 euro non si fa nulla. Da ex assessore al turismo, posso testimoniare che gli incentivi/disincentivi per spostare i flussi devono essere ben più cospicui. Bisogna giocare sull’alta e bassa stagione, non c’è altra strada. Ora il sindaco cerca di dotarsi di una possibilità più ampia possibile per poi rimodulare la tariffazione. É nella logica di qualificare le visite ad una città fragile, che non può essere lasciata agli attacchi dei turisti di giornata». Per il segretario di Confartigianato, Matteo Masat, «ben venga tutto ciò che aiuta a governare il turismo, non a subirlo. Il contributo, finora, con quelle cifre, non ha cambiato nulla nei flussi. Non so se 50 euro sono la soglia giusta. So che ci sono anche tante categorie che non pagano, a cominciare dai veneti. Ora bisogna provare altro».











