Poteva The Narcissist-in-Chief Donald Trump delegare ad altri la firma del Memorandum d’intesa Usa-Iran? Ovviamente no, quindi la cerimonia originariamente prevista a Ginevra oggi e affidata al vicepresidente J. D. Vance è stata spostata a Versailles, una cornice sicuramente più accattivante per Trump. Il megalomane presidente, pur di essere al centro dell’attenzione mondiale, ha però sorvolato sul fatto che cessazione delle ostilità, riapertura dello Stretto di Hormuz, sospensione delle sanzioni, negoziati sul programma nucleare iraniano e fondo di ricostruzione di 300 miliardi di dollari per Teheran sanciscono una completa sconfitta per Usa e Israele, che puntavano a decapitare il regime con le bombe e installare una loro marionetta al potere in Iran. È andata diversamente.

Trump, innocente di qualsiasi conoscenza storica, ha inoltre trascurato un fatto accertato: le firme a Versailles portano sfiga, jella, scalogna e disgrazie a ripetizione tanto ai firmatari quanto ai popoli che sfortunatamente si sono affidati a loro. Primo esempio: il 28 gennaio 1871 Adolphe Thiers firma l’armistizio con la Prussia dopo la vittoria di quest’ultima nella guerra del 1870. Poche settimane dopo trasferisce il parlamento a Versailles, provocando la rivolta popolare che dà vita alla Comune di Parigi, repressa nel sangue tra il 21 e il 28 maggio del 1871. Thiers rimane nella storia francese come il responsabile del massacro dei comunardi.