WASHINGTON. Chissà quante volte gli rimbomberanno in testa quelle parole pronunciate dopo l’ultima partita premondiale contro il Venezuela: «Non ci saranno scuse se non brilleremo», rispose Vincenzo Montella, ct della Turchia, riferendosi alle chance di giocarsi il primato nel Gruppo D contro gli Stati Uniti. Dal ritiro californiano di San José, punta meridionale della Silicon Valley, il ct prepara la sfida contro il Paraguay, inaspettato – e la «colpa» è dei turchi – compagno a quota 0 in classifica. Il 2-0 incassato dall’Australia può trovare una consolazione nelle statistiche – 8 parate dell’estremo difensore Beach, 12 tiri fuori possesso palla al 63% - ma alla fine le due cifre che contano, i gol e i punti incassati inchiodano Montella e i suoi a un unico obiettivo per questa sera: la vittoria contro i sudamericani. Senza scuse. «Creare opportunità non significa automaticamente vincere la partita, non funziona così, troppo semplice sarebbe», il pensiero del ct ancora scottato dalla raffica di opportunità dei suoi contro l’Australia e pure scosso da come la saetta australiana Irankunda è stata costantemente spina nel fianco della sua retroguardia.La seconda partita del girone è spesso lo snodo chiave in queste competizioni. Vero che in questa edizione monstre con 8 ripescate (le migliori terze) su 12, le chance di fare i bagagli dopo i gironi sono risibili, ma di sorprese la prima giornata nei Mondiali ne ha riservate. Due passi falsi sarebbero quasi impossibili da rimediare anche alla luce del fatto che l’ultima gara sarà contro gli Stati Uniti con il duello tutto bianconero McKennie-Yildiz o se volete la rievocazione del derby milanese Pulisic-Calhanoglu. Per scacciare brutti pensieri e scuse, Montella punta sul Dieci bianconero, partito dalla panchina nel match di esordio per prudenza, visto il recupero dopo un lieve infortunio che gli aveva fatto saltare la sfida pre-mondiale contro il Venezuela, vinta 2-1. Si pensa, trapela dal ritiro turco, a un Yildiz versione Juve, largo a sinistra con libertà di accentrarsi e creare superiorità saltando l’uomo. Nel secondo tempo contro l’Australia il bianconero (numero 11 di maglia in nazionale, il 10 è appannaggio di Calhanoglu) ha acceso il motore della Turchia, anche se fra un’imprecisione al tiro insolita – soprattutto per il gioiellino Arda Guler – e il bunker australiano i risultati non sono giunti. Compreso Yildiz, potrebbero esserci tre cambi: Baris Alper Yilmaz potrebbe traslocare al centro dell’attacco per sfruttare la sua fisicità. E cambio anche a centrocampo, dove rischia il posto il capitano Orkun Kokcu. Quel che è mancato nell’esordio è stato il dinamismo e Can Uzun o Denis Gul potrebbero portare verticalità e imprevidibilità. C’è un unico precedente tra Paraguay e Turchia: risale a un’amichevole terminata 0-0 nel giugno 1995. I bookmakers non hanno dubbi, la vittoria turca paga molto meno rispetto a quella dell’«Albirroja».