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Gennaro Scala

Turchia, dall'incubo playoff al sogno della Coppa del Mondo 24 anni dopo. La Nazionale guidata da Montella è nel Gruppo D con Usa, Paraguay e Australia. Attesa per i talenti «Gen 2005» Guler e Yildiz

«Mi sento turco e penso come un turco», parola di Vincenzo Montella. C’è una sottile linea d'oro che unisce Roma a Istanbul. Quella linea ha le la maturità e il sorriso di Vincenzo Montella. L’«Aeroplanino», che da quasi tre anni siede sulla panchina della Turchia, ha compiuto il miracolo: riportare la Nazionale della Mezzaluna alla fase finale di un Mondiale a 24 anni di distanza da quella leggendaria e dorata spedizione del 2002 in Giappone e Corea.

Un ritorno agognato, arrivato sul filo del rasoio attraverso i playoff. Dopo una marcia nel girone macchiata solo da un pesante 6-0 contro la Spagna, Montella ha ridisegnato la squadra, blindando la difesa e superando Romania e Kosovo di corto muso: 1-0. Al fischio finale dello spareggio contro i kosovari, il Paese è esploso per l'euforia. Ma il bello — o il difficile — comincia adesso. Il sorteggio del Gruppo D ha inserito i turchi in un girone di ferro e di passioni, un concentrato di geopolitica pallonara in cui si sfideranno Stati Uniti, Paraguay e Australia.